Claudia F.

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:45

♥️🙏🏻

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:45

Grazie di cuore Francesca per aver condiviso la pratica con presenza e ascolto ✨🙏🏻 Buon cammino

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:44

Anais grazie di cuore a te per condividere l'energia della pratica! Buona libertà  ✨ 🙏🏻

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:43

♥️🙏🏻 Già, se ci pensi, la parte più difficile è immaginarci al di là dell'ostacolo (neuroscientificamente diremmo "bias di normalità": il nostro cervello tende a immaginare e poi vedere il domani identico all'oggi, mentre invece i sottili cambiamenti non si arrestano mai e, se siamo sulla via, l'espansione dei confini continua anche quando non ce ne accorgiamo e il limite sembra invalicabile ✨♥️🙏🏻)

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:41

Ciao Isabella, grazie! ☺️ Grazie per condividere la pratica insieme! Namaste 🙏🏻

Ha risposto su Espandere i confini

24 apr 16:40

♥️🙏🏻

11 apr 10:57

Giada Rizzi In conclusione, ogni esperienza (verbale o preverbale) è il frutto di un'interpretazione, la differenza la può fare proprio la nostra consapevolezza, che sa prendere atto di tale esperienza per quello che è: osservando le risposte orchestrali dell'organismo e sapendo riconoscere "le aggiunte" che la cognizione mette in campo.Come ci insegnano le diverse filosofie, la cognizione ha un enorme potere "cinematico" e il dato sensibile viene sempre accompagnato da una proiezione. Lungo questa strada, lo yoga nel tempo ci insegna a ripulire la nostra cognizione dalle credenze e, così l'esperienza, più libera dalla tendenza presuntuosa della mente (di ogni essere umano!), può apparirci via via più liberamente, con uno sguardo libero, non coinvolto e intuitivo ✨Spero di essermi spiegata, grazie ancora per la riflessione proposta ♥️

11 apr 10:47

Cara Giada, grazie per il tuo commento, proponi una domanda interessante e su cui ci sarebbe (ci sarà) occasione per discutere e confrontarsi. Il "giudizio", per come ne parliamo in questa sessione, consiste nella "rappresentazione" che ci facciamo di un certo sentire: "leggiamo" la risposta orchestrale dell'organismo e ne traiamo una "impressione" (così, i brividi che ci suscita l'incontro con qualcuno, per esempio, verranno interpretati dalla mente in un modo o in un altro, ora positivo ora negativo, ora rassicurante ora minaccioso, ecc). Si aggiunge poi il fatto che (come vediamo meglio nel capitolo su samskara) la stessa riposta orchestrale del nostro organismo è sempre condizionata dalla nostra storia, dai nostri valori e idiosincrasie, va da sé che anche quel livello di percezione corrisponde a una mappa, a un'interpretazione sempre soggettiva dell'esperienza, e non a una percezione diretta della realtà. 👇🏻

Ha risposto su Formazione Yoga Teacher

06 apr 15:59

Cara Jessica, grazie per il commento, quanto mi trovi d'accordo!! Hai ragione, l'altissima presenza di dati imprecisi e testi non storicamente fondati, ha portato a una diffusissima distorsione dello yoga! Più che mai, in un ambito tanto complesso come questo, è necessario dotarsi di strumenti che ci permettano di valutare la fondatezza delle fonti, e di molta prudenza nel condividere gli insegnamenti con gli allievi! 🙏🏻

06 apr 15:54

Emanuela! Grazie di cuore per il tuo commento e per esserti unita in questo viaggio ✨🙏🏻 Sono felice di camminarlo insieme!